Conurbazione Milanese: una sfida per i gestori di TPL

La conurbazione milanese concentra milioni di abitanti, centinaia di comuni e una rete di mobilità tra le più articolate d’Italia. L’articolo analizza come popolazione, urbanizzazione, economia, ambiente e scelte politiche abbiano trasformato il trasporto pubblico locale e il pendolarismo negli ultimi sessant’anni, evidenziando le difficoltà di pianificazione, il ruolo della Pubblica Amministrazione e le sfide quotidiane affrontate dai gestori del TPL.

PENDOLARI E TERRITORIO

Tram tram quotidiano

9/23/20265 min read

Annunciando la mia piena empatia verso l’odissea affrontata quotidianamente dai pendolari della Conurbazione Milanese, che chiamerò in seguito CM per semplicità, vediamo assieme quali sono le sfide per i gestori e come è cambiato l’approccio da parte della Pubblica Amministrazione (PA) nei confronti del TPL (trasporto pubblico locale) negli ultimi 60 anni.

Intanto poniamoci questa domanda: “perché una sfida?”

Ecco la risposta:

  • popolazione: è la zona più densamente popolata d’Italia

  • pubblica amministrazione: è la zona amministrativamente più frammentata d’Italia

  • geografia: la distribuzione della CM rispetto al capoluogo è estremamente eccentrica verso zone di rilievi collinari

  • topografia: il capoluogo presenta una struttura viaria a raggiere e cerchi concentrici, tendenti inevitabilmente a convogliare il traffico in centro

  • viabilità: è il principale nodo italiano della mobilità internazionale. Interessante: piazza del Duomo dista in linea d’aria solo 41 km dal confine di Stato, infatti la linea ferroviaria S50 tocca la CM ed è la prima linea suburbana internazionale d’Italia

  • economia: presenta un ambiente in continua evoluzione, tale da rendere più complesse le pianificazioni a medio-lungo termine

  • politica: errata in passato puntando sul trasporto su gomma, in seguito vedremo quelle novità introdotte dall’Unione Europea, motori di rilancio nel TPL

  • ambiente: la pianura Padana è una conca chiusa dove l’aria ristagna, impedendo lo smaltimento delle emissioni

  • sociologia: i milanesi sono frenetici di carattere, adattati a quell’ambiente dinamico che ha consentito lo sviluppo del nostro Paese e si aspettano ottimi servizi pubblici atti a sostenere il ritmo della loro metropoli.

  • geologia: il sottosuolo è ricco di corsi d’acqua, risorgive e presenta una falda acquifera poco fonda, condizioni queste non favorevoli per lo scavo di metropolitane, sottopassaggi e autosili, opere comunque possibili adottando il consolidamento del terreno, accollandosene i relativi costi

  • archeologia: la presenza di ruderi, anche di epoca romana, all’interno della cerchia dei bastioni è causa di sensibili procrastinazioni delle opere di escavazione a causa dell’intervento della Sopraintendenza all’archeologia, con conseguente lievitazione dei costi d’opera.



Popolazione e pubblica amministrazione

La CM in numeri possiamo riassumerla così:

  • Comune di Milano circa 1.400.000 di abitanti su 182 km²

  • Provincia di Milano circa 3.300.000 di abitanti su 1.576 km²

  • CM circa 5.000.000 di abitanti distribuiti su circa 3.200 km²

  • aggiungendo le altre 16 città lombarde gravitanti su Milano, nel raggio di 50 km, raggiungiamo circa 7.200.000 di abitanti distribuiti su circa soli 6.200 km²

Per fare un paragone, la Città Metropolitana di Roma Capitale conta solo 4.200.000 abitanti, distribuiti in 121 comuni su 5 363 km² (quasi la stessa superficie!).


Quindi sia il comune sia la provincia mostrano un’area piccola, rispetto alla CM così come all’area geografica gravitante sul capoluogo lombardo. Ciò implica una frammentazione gestionale-governativa su 9 province e circa 800 comuni! Si tratta perciò di un territorio difficilmente amministrabile mediante pianificazioni a medio-lungo termine, conformi alle leggi e normative vigenti, condivise presso i vari attori nonché integrate nei vari settori urbanistici.

Oltretutto la distribuzione della popolazione è estremamente eccentrica verso il semicerchio a nord della metropoli meneghina, portando, da un lato a un raddoppio dei chilometraggi percorsi dai pendolari, dall’altro a una concentrazione dei mezzi di trasporto su metà dei suoi assi radiali, ciò considerato rispetto a urbanizzazioni più simmetriche.

Per contro la trasformazione della “Provincia di Milano” in “Città Metropolitana di Milano” ha migliorato l’ingestibilità da frammentazione amministrativa, sebbene solo parzialmente, viste le piccole dimensioni dell’area coinvolta (solo 133 comuni rispetto ai circa 800 della CM). Onde ovviare a ciò occorre l’annessione alla provincia di Monza dei comuni a sud delle province di Varese, Como e Lecco, seguita dalla trasformazione di detta provincia in “Città Metropolitana di Monza Brianza” (modifica alla Legge Bossetti e Gatti n. 56 del 7 aprile 2014). In tal modo resterebbero solo 2 soggetti a sedersi al tavolo della pianificazione della viabilità e del TPL per la CM.


Geografia e topografia

Provate a confrontare sulle mappe satellitari disponibili in internet, usando la stessa scala, la grande Berlino (circa 30 km di diametro) con la CM (circa 35 km di diametro ma appunto decentrati).


Economia e industria

Il tessuto aziendale della zona, rispetto a 60 anni fa, è profondamente cambiato: da una struttura prevalentemente industriale verso l’attuale, molto più rivolta al terziario, passando attraverso il drammatico ridimensionamento della grande meccanica pesante iniziato nei primi anni ‘90, che ha restituito alla città enormi aree industriali abbandonate.

Poi, a partire dal nuovo secolo, con la istituzione dell’Unione Europea, Milano, centro nevralgico delle linee internazionali italiane, si è vista eliminare enormi aree doganali, ovvero gli scali ferroviari preposti per lo smistamento e sdoganamento delle merci.

Il cambio di destinazione d’uso delle suddette aree ha ovviamente causato un’alterazione dei flussi di pendolarismo.

Tra l’altro non è da dimenticare lo spostamento a Rho della fiera milanese avvenuto nel 2005. A tal proposito cito un esempio di difficoltà nel pianificare il futuro: nei primi anni '80 nasce l'idea, all'interno del più ampio progetto di ristrutturazione del nodo ferroviario milanese, di quadruplicare i binari sulla tratta ferroviaria urbana delle Ferrovie Nord Milano, spostando la vecchia fermata Bullona (all’epoca presso piazza Firenze, uno dei centri nevralgici del TPL meneghino) preferendo rilocarla appunto più a sud con il nome di “Domodossola”, proprio con il fine di servire meglio la vecchia fiera… in seguito dislocata fuori città.

Non per ultimo da considerarsi il trasferimento degli insediamenti produttivi, stavolta delle PMI, fuori Milano.

Demografia

Demograficamente, invece, abbiamo vissuto una crescita della città fino a quasi 1.800.000 abitanti nel 1971, seguita poi da uno spopolamento attestatosi sui 1.200.000 del 2011 e infine la ripresa in crescendo fino a oggi. Il periodo di decrescita dell’urbe ha provocato una migrazione verso i comuni della CM con conseguente loro espansione.

Ciò, unito al dislocamento fuori città delle fabbriche, ha causato uno spostamento più allungamento delle tratte percorse dai pendolari, soprattutto nella zona nord della CM dove gli assi di comunicazione sono diventati vie più sovraccarichi.

Questo spostamento dei percorsi desiderati dai pendolari ha fatto aumentare l’esigenza di mobilità trasversale, a discapito di quella radiale su cui invece è basata tuttora l’offerta di TPL extraurbano.



Politica e ambiente

L’ Unione Europea, oltre all’abolizione doganale, ha provveduto a sensibilizzare, legiferare, multare e finanziare in merito ai temi legati all’ambiente. Siamo infatti passati dalla politica dei trasporti del secolo scorso, oggi definita scellerata, ovvero basata sull’auto privata, trasporto su gomma (quante ferrovie locali e tranvie sono state soppresse!) e uso del petrolio, scimmiottando gli Stati Uniti d’America, dicevo passati oggi a un altro tipo di concezione di mobilità dove regnano TPL, elettricità e binari. Evviva l’UE! Ne trarranno beneficio pure il polmoni dei lombardi, ormai fatto risaputo, quale popolo afflitto da disturbi ricorrenti collegati all’apparato respiratorio.

Nel Bel Paese siamo “indietro” di centinaia di km di trasporti su ferro e purtroppo il periodo del boom degli anni ‘60-’70 ce lo siamo fatti sfuggire, mentre oggi, le casse delle PA, finanziatrici di tale ricostruzione, sfiorano il deficit!

Sociologia e malcontento dei pendolari

I Lombardi sono abituati, ormai da un paio di generazioni, alla mentalità aziendale: obiettivi, programmi, efficienza, efficacia, to-do-list, priorizzazione, qualità; “il tempo è denaro”! Più ci si avvicina al capoluogo e più la frenesia aumenta.

Come tollerare quindi la lentezza di risposta da parte della Pubblica Amministrazione verso il fabbisogno di mezzi pubblici veloci, efficienti, efficaci, puntuali, capillari, confortevoli?

Purtroppo, i pendolari spesso se la prendono con i soggetti sbagliati, ovvero i gestori di TPL, anziché la PA. Viste le succitate sfide, infatti, bisogna togliersi il cappello davanti ai gestori, i quali, nonostante gli inadeguati strumenti di cui dispongono (carenza di investimenti, lentezza nell’esecuzione delle opere con ritardi cronici tali da far sistematicamente lievitare i costi), fanno letteralmente miracoli ogni giorno onde liberare la circolazione dei mezzi pubblici da incagli e imprevisti, garantendo una città comunque vivibile, sebbene al di sotto degli standard europei, però comunque fiore all’occhiello in Italia.

Tant’è vero e fino a prova contraria, ATM, Ferrovienord e Trenord forniscono consulenze a terzi nonché gestiscono linee altrove, persino all’estero. E questo la dice lunga sulla loro professionalità, competenza ed esperienza!

Lo dicono anche i numeri: Trenord gestisce 2.300 treni giornalieri mentre ATM gestisce quasi 25.000 corse per giorno feriale (dati 2025).

A proposito, qualcosa di positivo: l’introduzione dell’ homeoffice (2021) ha alleggerito la domanda di mobilità.

Cari saluti a tutti
"Tram tram quotidiano"

UTP - Associazione
Utenti del Trasporto Pubblico

Siamo qui per ascoltare le tue esigenze.

Supporto

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

segreteria@assoutp.it

+39 371 5890767

UTP - Associazione Utenti Trasporto Pubblico © 2026. All rights reserved.

logo bianco con simbolo dell'infinito e parola oonthelogo bianco con simbolo dell'infinito e parola oonthe

Media Agency: